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Finanza in famiglia:
racconti dal quotidiano

L'educazione finanziaria di
Findomestic Banca

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Indice dei contenuti

Introduzione

Attraverso storie di vita quotidiana e contenuti interattivi,

“Finanza in famiglia – Racconti dal quotidiano”

è un viaggio semplice e coinvolgente tra le dinamiche economiche di tre generazioni, che mostra in tre capitoli, come la gestione del denaro possa essere alla base di un dialogo famigliare costruttivo e consapevole.

Findomestic ha scelto di realizzare questo progetto, in collaborazione con FEduF, per promuovere l'educazione finanziaria come leva concreta di autonomia, inclusione e prevenzione della violenza economica, mettendo a disposizione di tutti contenuti utili, pratici e vicini alla realtà.


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I protagonisti

Capitolo 1

Educazione finanziaria, emancipazione per tutti.

Laura e Luigi
Laura e Luigi

Educazione finanziaria, emancipazione per tutti.

Educazione finanziaria,
questa (s)conosciuta

Alcuni dati:

Chi ha maggiori competenze finanziarie

  • Risparmia fino al 30% in più di chi non le ha
  • Ha meno probabilità di indebitarsi
  • Ha più capacità di investire per il lungo termine
  • Pianifica meglio la pensione

Fonte: www.bancaditalia.it/statistiche

Sofia ha solo 20 anni ma già tiene uno schema sul suo computer nel quale segna tutte le entrate e le spese. Questo è un esempio di come oggi i giovani crescano prestando maggior attenzione al denaro.

La nonna di Sofia, Laura, è ammirata dal comportamento della nipote, e lo confronta con il suo essere sempre stata una casalinga, lontana dalle questioni di soldi.

Luigi, il marito, si occupava di tutto ma anche lui oggi ha bisogno di confrontarsi con Sofia perché le questioni finanziarie sono un po' più complicate rispetto a prima. Questo dimostra che l'educazione finanziaria non ha età ed è ancora più importante informarsi e confrontarsi per apprendere e fare scelte consapevoli.

Gestire il proprio denaro è fondamentale e non serve essere economisti per farlo, basta solo un po' di educazione finanziaria.

Perché l'educazione finanziaria
è importante?

Lo scopo dell'educazione finanziaria è fornirci gli strumenti necessari per capire e gestire il nostro denaro in modo consapevole, responsabile e informato, a tutti i livelli.

Anche nella vita di ogni giorno. L'educazione finanziaria ci insegna a pianificare le spese, a risparmiare, investire e difenderci dalle truffe, ad orientarci nel sistema finanziario e raggiungere obiettivi di lungo termine. In breve, ci insegna a prenderci cura dei nostri soldi e a gestirli in modo consapevole e responsabile.

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Parlare di soldi non è semplice,
ma di fondamentale importanza

Alcuni dati:

Un'indagine della Banca Centrale Europea evidenza che il 60% della popolazione europea con scarse competenze finanziarie è costituito da donne, confermando un significativo gap di genere.

Chiara racconta ad Antonio una storia che l'ha lasciata senza parole.

Una collega le ha confidato di aver scoperto casualmente che il marito ha chiesto un prestito per sostituire la macchina, senza coinvolgerla né informarla.

Così quando poi hanno chiesto un nuovo finanziamento per cambiare la cucina si sono trovati in difficoltà con le rate, in quanto sommando tutti gli impegni, si sono resi conto che il bilancio familiare era già sotto pressione.

La preoccupazione della collega di Chiara non riguarda solo la difficoltà di gestire le spese correnti, ma soprattutto il futuro della figlia, che a breve dovrà trasferirsi per frequentare l'università.
Chiara ed Antonio non capiscono come tutto questo sia potuto accadere. Com’è possibile non accorgersi di un impegno finanziario così rilevante? E soprattutto, come si può prendere una decisione economica di questo peso senza confrontarsi con il partner? Acquisti e risparmi vanno condivisi sempre, perché la scelta e la responsabilità deve essere di entrambi i coniugi.

Le decisioni economiche funzionano meglio quando sono condivise: il confronto aiuta a evitare incomprensioni e a tutelare i progetti comuni e rappresenta anche una leva concreta per ridurre il divario di genere, favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione di tutte e tutti.

L'economia non è per tutti,
ma dovrebbe esserlo!

La suddivisione tradizionale dei ruoli ha fatto sì che le donne si ritengano (e vengano ritenute) competenti nella sfera dell'economia domestica, delle spese correnti e del quotidiano, ma che le decisioni più importanti vengano delegate agli uomini che hanno accanto, che siano compagni, padri o fratelli.

Millenni di consuetudine alla subordinazione hanno creato un pregiudizio negativo riguardo alla capacità delle donne nella gestione del denaro: un mito che conviene a tutti sfatare.

In famiglia le decisioni si prendono tutti insieme, a prescindere dal genere. É opportuno parlare di soldi anche con i figli, fin da piccoli. I bambini ci guardano e imparano dai nostri comportamenti: è importante dare loro il buon esempio!

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Ma chi lo dice che i soldi
sono un tabù?

Alcuni dati:

L'Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che globalmente le donne percepiscono circa il 20% di stipendio in meno rispetto agli uomini.

A Sofia hanno proposto un lavoro ma è combattuta. Lo stipendio che le offrono sembra essere basso rispetto alla sua esperienza. D'altronde un lavoro per lei sarebbe importante perché le consentirebbe di non dover più chiedere aiuto ai suoi genitori.

Edo il suo fidanzato non è convinto perché le offrono molto poco per un lavoro molto qualificato e le suggerisce di trattare, non deve fare sconti. Non le stanno offrendo un lavoro perché sono gentili, ma perché hanno bisogno di coprire un ruolo qualificato.

Sofia ne è consapevole ma ha difficoltà a trattare. Anche il confronto con Davide che ricopre lo stesso ruolo non la smuove e sa bene che la sua preparazione lavorativa è molto più alta rispetto a quella di Davide, che comunque sarebbe pagato di più di lei.

La fiducia nelle proprie capacità è alla base delle decisioni realmente consapevoli e cresce quando il contesto e le persone che ci stanno vicine, incoraggiano responsabilità, confronto e condivisione.

Le differenze di genere
nel mondo del lavoro

Le donne troppo spesso guadagnano meno degli uomini, a parità di ruoli. Si accontentano, credono poco in sé stesse, ma il valore che si danno finisce per essere il valore che viene loro riconosciuto, problema a volte anche maschile che tuttavia è più radicato nel genere femminile.

Magari sanno che risorsa fantastica sono, o sarebbero, per il loro datore di lavoro, ma si accontentano delle condizioni che vengono offerte senza protestare, anche se sono deludenti.

Troppo spesso, inoltre, si accolla ancora alle donne il peso dell'accudimento, senza considerare che il tempo che dedicano alla famiglia è una risorsa e ha un valore.

Quindi è ora che uomini e donne comincino a parlare di soldi apertamente tra loro, in famiglia e sul luogo di lavoro.

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Padroni del nostro destino,
anche economico

Alcuni dati:

Molte donne in Italia non hanno un conto corrente personale.

Un dato di particolare rilevanza, secondo le indagini*, è che il 58% delle donne possiede un conto corrente a proprio nome. Il 13% invece ha un conto cointestato con il partner o un familiare, mentre quasi il 5% delle donne non ha nemmeno un conto corrente.
Questi dati evidenziano come la maggior parte delle donne abbia una certa autonomia finanziaria, ma una quota significativa dipenda ancora da conti condivisi o ne sia priva, sottolineando la necessità di promuovere l’indipendenza economica femminile.

*Fonte: WeWorld & IPSOS e ANSA, 2023

Sofia e Edo sono all'ultimo anno di università e cominciano a fare progetti per una vita in comune. Vorrebbero andare a vivere insieme.

Sofia ne parla con i genitori: "Edo è partito in quarta, dice che si occuperà di tutto lui. Vuole che chiudiamo i nostri conti per aprirne uno in comune per gestire entrate e uscite e stipulerà lui il contratto d'affitto. Io non dovrò pensare a niente."

Chiara e Antonio, i genitori di Sofia, non sono d’accordo. Loro non hanno mai avuto problemi, perché Antonio è sempre stato ben contento di condividere il peso dell’amministrazione con la moglie, ma conoscono tante altre donne che si sono trovate in difficoltà (come la collega di Chiara) per aver delegato tutto ai rispettivi compagni, padri o fratelli. “Patti chiari, amicizia lunga, Sofia”, le dicono. “Non è mancanza di fiducia ma assunzione di responsabilità: ognuno di noi deve imparare a gestire la sua vita in autonomia. Poi in famiglia si collabora, si condivide e si decide insieme, ma ognuno deve sentirsi libero di esprimersi alla pari. Altrimenti si rischia di rimanere prigionieri delle decisioni sbagliate prese da altri”.

Essere protagonisti delle proprie scelte, anche finanziarie, è un passaggio essenziale per costruire un futuro più stabile e consapevole.

Padroni
del nostro destino

I soldi non fanno la felicità, ma di certo aiutano. E comunque, come sappiamo tutti benissimo, senza non si sopravvive. Quindi:

  • Se deleghiamo ad altri la gestione delle nostre finanze,
  • Se rinunciamo a curare noi stessi i nostri soldi e le nostre risorse,
  • Se non ne facciamo argomento di confronto franco e aperto con chi condivide il nostro percorso di vita,
  • Se non cogliamo ogni opportunità di approfondire le nostre conoscenze e competenze in materia finanziaria, cediamo un pezzetto della nostra autonomia ad altri.
Ma se la vita è nostra, non sarebbe meglio che ad averne il controllo fossimo noi? Pensiamoci.
Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Attività
sui contenuti del Capitolo 1

  1. 1
    L'educazione finanziaria riguarda solo
    le banche e gli investimenti
  2. 2
    Le decisioni economiche familiari dovrebbero essere
    prese insieme, indipendentemente dal genere
  3. 3
    Il tempo dedicato all'accudimento familiare
    non ha alcun valore economico
  4. 4
    Delegare completamente la gestione del
    denaro può ridurre la propria autonomia

Attività
sui contenuti del Capitolo 1

Completa il testo inserendo
le parole mancanti.
Completa il testo inserendo le parole mancanti. Clicca negli spazi vuoto per inserire la parola.

L'educazione finanziaria ci aiuta a gestire il denaro in modo e .

Ci insegna a pianificare le a risparmiare e a difenderci dalle .

Per molto tempo le decisioni finanziarie più importanti sono state delegate agli .

Questo ha contribuito a creare un negativo sulle capacità delle donne.

In famiglia le decisioni economiche dovrebbero essere prese , a prescindere dal genere.

Parlare di soldi significa anche non rinunciare alla propria .

Capitolo 2

Gestire le finanze personali e familiari

chiara e antonio
chiara e antonio

Gestire le finanze personali e familiari

Fare il bilancio famigliare,
pianificare e gestire il risparmio

Quando Sofia ha deciso di andare a vivere con Edo, Luigi e Laura hanno ripensato ai loro primi anni di matrimonio caratterizzati da risorse limitate e da tante sfide quotidiane. Laura, cresciuta in un contesto familiare attento ad una corretta gestione delle risorse finanziarie, ha imparato fin da giovane a pianificare le spese, registrare le uscite e tenere sotto controllo il bilancio familiare.

Queste strategie hanno permesso loro non solo di affrontare serenamente le spese ricorrenti, ma anche di realizzare progetti importanti come l’acquisto della casa e il sostegno agli studi dei figli. Laura riflette sul valore di una gestione economica condivisa, sottolineando come un confronto aperto e paritario sulle scelte e sul bilancio familiare possa aiutare entrambi ad affrontare con maggiore serenità le responsabilità e le preoccupazioni legate ai progetti comuni. Oggi, tra opportunità e complessità, è fondamentale acquisire consapevolezza nella gestione del denaro, pianificare le entrate e le uscite, fare scelte ponderate. Condividere queste competenze pratiche con Sofia diventa un gesto d’affetto e responsabilità: imparare a risparmiare e a gestire il bilancio familiare è il primo passo verso una vita più serena e la realizzazione dei propri progetti. L’educazione finanziaria, non è solo una competenza, ma un vero e proprio strumento di libertà e crescita personale.

Fare il bilancio famigliare è importante perché ci aiuta ad arrivare a fine mese senza stress e a pianificare il risparmio.

Il bilancio familiare:
perché farlo

Il denaro non fa la felicità, ma averne quanto basta è fondamentale per vivere una vita serena. Ne abbiamo “quanto basta” se:

  • Riusciamo a gestire le esigenze della quotidianità (bilanciamo entrate e uscite, copriamo le spese ordinarie),
  • Riusciamo ad affrontare un imprevisto importante (una malattia, la perdita del lavoro, una grossa spesa imprevista),
  • Siamo in grado di cogliere un'opportunità per migliorare la nostra sicurezza finanziaria (accettare un lavoro migliore a fronte di una spesa iniziale, avviare un'attività, investire nell'educazione di un membro della famiglia, acquistare una casa).

Ne consegue che per la nostra tranquillità finanziaria non ci basta semplicemente coprire le spese: dobbiamo avere anche una capacità di risparmio adeguata a mettere da parte una riserva che ci consenta di affrontare le emergenze e pianificare il futuro.

Idealmente, il nostro budget dovrebbe seguire la regola aurea del 50/30/20: il 50% delle entrate dovrebbe andare a coprire le spese necessarie (casa, mantenimento, bollette ecc.), il 30% potrebbe essere utilizzato per le spese non essenziali (tempo libero, desideri, vacanze ecc.) e il 20% andrebbe destinato al risparmio o al pagamento di eventuali debiti. E noi, a che punto siamo? Abbiamo davvero chiaro come utilizziamo le nostre risorse? È qui che entra in gioco il bilancio familiare: uno strumento fondamentale per capire, pianificare e fare scelte più consapevoli.

Il bilancio familiare:
come farlo

ESEMPIO DI BILANCIO FAMIGLIARE

ENTRATE
(descrizione)
ENTRATE
(euro)
USCITE
(descrizione)
USCITE
(euro)
Stipendio 1750Cibo e bevande340
Stipendio 21.200Tabacchi0
Assegno unico per figli a carico50Abbigliamento88
Casa (affitto, mutuo)587
Bollette e utenze306
Mobili, elettrodomestici0
Spese mediche e sanitarie50
Trasporti217
Costi telefono, internet…54
Istruzione30
Tempo libero, cultura e giochi (sport, piattaforme per vedere film…)120
altro
TOTALE ENTRATE2.200TOTALE USCITE1.792

Fare un bilancio ci aiuta a capire quanti soldi entrano ogni mese e quanti ne spendiamo, allo scopo di verificare se siamo in attivo, in pari, o in passivo. Il meccanismo di base è semplice: usando un'app, un file excel o un semplice foglio di carta, dobbiamo segnarci tutte le entrate mensili da una parte e tutte le uscite mensili dall'altra. Poi facciamo le somme di tutte le entrate e di tutte le uscite mese per mese e scopriamo se i conti tornano oppure no. Attenzione alle spese in contanti, che spesso ci sfuggono perché non ne rimane traccia. E a quelle piccole, da pochi euro, che hanno il vizio di moltiplicarsi senza che ce ne accorgiamo e sommate possono fare cifre totali importanti!

Ma non ci accontentiamo di questo: vogliamo sapere esattamente non solo quanto abbiamo speso, ma anche per cosa. Perché lo scopo dell'operazione non è solo andare in pari (tanto entra, tanto esce), ma anche e soprattutto scoprire dove ci sono margini di risparmio. Se abbiamo la pazienza di segnarci tutte le spese che facciamo giorno per giorno e di suddividerle per genere (alimentari, casa, trasporti, abbigliamento, studio, tempo libero, ecc.), avremo una fotografia precisa e dettagliata della nostra salute finanziaria. E, se necessario, sapremo dove tagliare.

Spendere
responsabilmente

Se i conti non tornano dobbiamo tagliare qualche spesa. Ma quale?

La prima regola è piuttosto evidente: diamo priorità ai bisogni rispetto ai desideri.

I bisogni sono qualcosa di essenziale per la sopravvivenza, la salute e la crescita nostra e dei nostri cari.

I desideri sono cose che vorremmo avere, ma che comunque non sono indispensabili. Sono spese che si possono tagliare.

La seconda regola è imparare a usare tutte le risorse che abbiamo consapevolmente, conservandole al meglio, riusando, riciclando, riparando, risparmiando. Vivere in modo sostenibile significa anche non sprecare risorse come l'acqua, il cibo, l'energia, il tempo.

Ultimo ma non meno importante, quando pensiamo a un acquisto chiediamoci sempre: possiamo permettercelo? Vogliamo davvero fare quella spesa, è proprio il caso di farla? La pubblicità può influenzare le nostre scelte, ma fermarsi a riflettere su ciò che è davvero utile per noi, permette e favorisce una gestione più responsabile del denaro, delle nostre risorse con riduzione degli sprechi, con effetti positivi anche sul pianeta.

Risparmiare,
ma è proprio necessario?

Il risparmio è importante perché ci aiuta a far fronte agli imprevisti, a pianificare le spese, a fare e realizzare progetti per il futuro, ad assicurare a noi e ai nostri cari la serenità in tutte le fasi della vita. Risparmiare è un po' come fare la dieta, un sacrificio nell'immediato, ma che premierà generosamente il nostro impegno in futuro. Non ci pentiremo sicuramente di essere stati previdenti (però potremmo pentirci di NON averlo fatto). Quindi, sarebbe bene mettere da parte un “salvadanaio” di risparmi che ci protegga dagli imprevisti della vita (la perdita del lavoro, una malattia, una grossa spesa imprevista) e riduca lo stress finanziario che ne conseguirebbe. Questo fondo di emergenza, che varierà a seconda delle dimensioni del nostro nucleo familiare, se possibile, dovrebbe coprire da tre a sei mesi delle nostre spese fisse mensili (compresi l’affitto, le bollette del gas e dell’elettricità).
È fondamentale che tutti in famiglia siano consapevoli dell’importanza del risparmio e che si decida insieme per cosa risparmiare e come farlo, altrimenti non funzionerà, stabilendo anche obiettivi intermedi realistici.
I più piccoli apprendono osservando e con l’esempio: accompagnarli gradualmente nella comprensione del valore del denaro contribuisce a creare basi solide per il futuro.
Risparmiare sarà più facile se ci poniamo un obiettivo preciso e condiviso!

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Autonomia e trasparenza:
le buone pratiche di educazione finanziaria

Quando si affronta la gestione delle risorse finanziarie in una relazione, è fondamentale valutare con attenzione le soluzioni più adatte e sostenibili per entrambe le parti. Sofia e Edo hanno optato per un approccio pragmatico e responsabile. Seguendo il consiglio dei genitori di Sofia, hanno deciso di mantenere separati i loro conti correnti individuali, per tutelare l'autonomia economica e proteggersi da eventuali imprevisti, sottolineando che questa scelta non riguarda la fiducia, ma la praticità. Per le spese comuni, però, hanno scelto di aprire anche un conto cointestato, così da gestire in modo trasparente e condiviso le uscite della coppia senza intaccare la libertà personale. Nell’ottica di individuare la formula più vantaggiosa e funzionale, Sofia e Edo hanno deciso di confrontare insieme le offerte delle diverse banche, sia online che tradizionali, valutando costi, servizi e condizioni, con l’obiettivo di prendere una decisione informata che risponda ai loro bisogni presenti e futuri. Questo metodo collaborativo e ragionato rappresenta una buona pratica di educazione finanziaria, promuovendo il benessere e la responsabilità nella gestione delle risorse di coppia.

I costi dei conti correnti offerti dalle banche online di solito sono più convenienti rispetto alle banche fisiche. Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, è importante confrontare con attenzione i diversi profili e le condizioni applicate.

I conti correnti
non sono tutti uguali

Il conto corrente bancario è uno strumento offerto da soggetti autorizzati, come banche e Poste Italiane, per svolgere una molteplicità di operazioni tra cui: depositare i soldi, accedere ai servizi di pagamento (carte di pagamento, assegni, bonifici, domiciliazione delle bollette, ecc.) e ottenere un finanziamento (prestiti, sconfinamento in conto corrente, ecc.).

Al conto corrente possono essere collegati altri prodotti/servizi come dossier titoli, cassette di sicurezza, polizze assicurative, ecc.

Spetta a noi, in quanto consumatori, scegliere il prodotto più adatto alle nostre esigenze tra i moltissimi offerti, ed essere pronti a cambiare se le esigenze, o le condizioni, cambiano.

La maggior parte delle banche ha filiali fisiche con dipendenti che possono aiutarci e consigliarci in caso di dubbio. Altre operano principalmente online, attraverso strumenti digitali che consentono di gestire il conto in autonomia. Le diverse soluzioni rispondono a vari tipi di esigenze o bisogni: per questo, prima di scegliere, è utile informarsi e confrontare le caratteristiche delle varie tipologie di banche o servizi, e valutare quale si adatta meglio alle proprie abitudini e necessità.
Fisiche oppure online, tutte offrono prodotti diversificati, inclusi conti a condizioni agevolate per donne, giovani, pensionati e chi ha un Isee basso.
Se le nostre esigenze sono davvero minime, si può scegliere una carta ricaricabile con Iban (il codice che identifica il nostro conto), per fare e ricevere bonifici, accreditare lo stipendio o la pensione, prelevare e pagare. Informiamoci!

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Scelte finanziarie
consapevoli

Chiara e Antonio stanno valutando come sostenere Sofia e Edo con le spese per la loro prima casa, considerando caparra, affitto iniziale e arredamento. Pur desiderando aiutare, sono consapevoli delle proprie disponibilità e delle spese familiari già in corso. Per questo considerano la possibilità di coinvolgere anche i nonni di Sofia, chiedendo se possano contribuire. Se necessario, stanno considerando la possibilità di un prestito, prestando molta attenzione a calcolare con precisione la somma necessaria e il suo impatto sul bilancio familiare. Un aspetto fondamentale è la trasparenza verso Sofia e Edo: se il sostegno avverrà tramite prestito familiare, dovrà essere restituito, favorendo così responsabilità e consapevolezza finanziaria. Pianificare con attenzione, coinvolgere la famiglia e responsabilizzare i ragazzi sono passi essenziali per affrontare serenamente questa nuova fase, seguendo i principi di educazione finanziaria che aiutano a prevenire rischi e promuovere scelte sostenibili per tutti.

La decisione di accendere un finanziamento va sempre accompagnata da una riflessione approfondita sulla propria capacità di rimborso. Parola d'ordine: consapevolezza.

I canali giusti (e sbagliati)
per chiedere un prestito

I canali attraverso i quali ottenere un prestito si dividono sostanzialmente in due tipi: formali e informali.

Sono prestatori formali gli istituti bancari e gli intermediari finanziari iscritti in appositi albi, che sono regolamentati per legge e sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia. I canali formali offrono garanzie, contratti e procedure registrate e chiare, trasparenza e affidabilità a fronte di costi più alti e accesso al credito regolamentato.

I canali informali sono rappresentati in prima battuta da famigliari, congiunti e amici che possono aiutarci in caso di bisogno a condizioni vantaggiose. Ma includono anche il sottobosco di soggetti che operano al di fuori della legge come sedicenti finanziarie non autorizzate, “amici di amici” e facilitatori disinvolti che prestano denaro con modalità opache, procedure poco chiare e condizioni capestro. Affidarsi a soluzioni poco trasparenti può avere conseguenze molto serie; per questo è importante orientarsi solo verso strumenti sicuri e regolamentati.

Le regole
dei prestiti

  • Leggendo attentamente il modulo SECCI, è sempre meglio confrontare più offerte prima di scegliere (assicurandoci che le caratteristiche del finanziamento siano le stesse per tipologia, importo, durata, numero delle rate, ecc.).
  • Se chiediamo un finanziamento, che sia un prestito personale, un mutuo, riceviamo una somma di denaro che ci impegniamo a restituire a rate in un determinato periodo di tempo. Oltre a rimborsare la somma che abbiamo ricevuto (il capitale), saremo chiamati a versare anche il costo del finanziamento (interessi e spese accessorie).
  • Un finanziamento può essere richiesto anche per pagare un acquisto a rate presso un negozio. In questo caso, ci impegniamo a versare un importo mensile, secondo quanto stabilito nel contratto di finanziamento, stipulato tramite il venditore con una banca o un intermediario finanziario.
  • Pensiamoci bene prima di chiedere un finanziamento che ci impegnerà per anni e, soprattutto, chiediamoci se saremo in grado di pagare le rate per tutta la durata. Anche considerando possibili cambiamenti nella nostra vita, trasferirci, perdere il lavoro, avere un figlio…
  • Per qualsiasi tipo di finanziamento, ci sono due siglette che non dobbiamo mai perdere di vista: TAN e TAEG. Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse applicato al capitale che ci viene prestato. Serve a calcolare gli interessi che pagheremo, ma non include altri costi. Mentre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) indica il costo reale e complessivo del finanziamento, perché comprende: gli interessi (TAN), le spese di istruttoria, le commissioni, le spese di incasso rata, eventuali assicurazioni obbligatorie etc. Se acquistiamo un bene “senza interessi” è fondamentale approfondire: solo se TAN e TAEG sono entrambi pari a zero il finanziamento non prevede costi aggiuntivi.
  • Rivolgiamoci a soggetti autorizzati, che devono fornirci tutte le informazioni necessarie per valutare la loro offerta attraverso il modulo SECCI (Standard European Consumer Credit Information), un modulo standard europeo che deve esserci consegnato prima della firma del contratto e ci servirà per fare un confronto tra le varie proposte sul mercato. Ricordiamoci che abbiamo anche il diritto di portarci a casa una copia del contratto per leggerlo con calma prima di firmarlo.
  • La concessione di un finanziamento è sempre condizionata alla verifica della nostra capacità di restituirlo. Se non offriremo le garanzie necessarie, la nostra richiesta potrà essere rifiutata. Per evitare brutte sorprese diffidiamo di chi promette finanziamenti facili a chiunque e verifichiamo sempre con attenzione i tassi di interesse, le spese accessorie e le altre condizioni economiche previste dal contratto.
  • Valuta il tuo budget e la tua solvibilità: prima di impegnarti in un finanziamento, verifica se il tuo reddito ti consente di sostenere la rata nel tempo, considerando le spese fisse (affitto, bollette, trasporti) e le spese variabili (alimentari, svaghi, imprevisti), così da evitare difficoltà nei pagamenti.
  • Anche se il prestito ci viene fatto da un parente, congiunto o amico è sempre buona regola mettere per scritto le condizioni che sono state pattuite e utilizzare mezzi di pagamento tracciabili. Eviteremo eventuali malintesi, diverbi e controversie in futuro.
Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Attività
sui contenuti del Capitolo 2

Abbina la frase della prima colonna
col testo della seconda che lo completa correttamente.
Tocca una frase a sinistra e poi la sua continuazione a destra per abbinarle.

Attività
sui contenuti del Capitolo 2

Completa il testo inserendo
le parole mancanti.
Completa il testo inserendo le parole mancanti. Clicca negli spazi vuoti per inserire la parola.

1. Mia sorella ha avuto un grave problema l'anno scorso. Aveva bisogno di prendere dei soldi in prestito per il matrimonio di sua figlia e li ha chiesti a un che le ha addebitato tassi di interesse molto alti. Non sapeva che gli usurai addebitassero interessi elevati.

2. Ho richiesto un prestito alla banca e devo andare domani a firmare i documenti. Mia madre, che gestisce un bar, ha accettato di essere e quindi firmerà insieme a me.

3. Un collega sta cercando di impedire alla banca di appropriarsi della casa dopo che lui non ha pagato le rate del mutuo ed è .

4. Mio marito trasporta generi alimentari. L'anno scorso, quando ha chiesto un prestito per espandere la sua attività, ha dovuto offrire il camion alla banca come .

5. Da giovane mi sono indebitato perché ho fatto troppi acquisti a . Ho perso il conto delle rate e non avevo più il controllo delle mie finanze.

Attività
sui contenuti del Capitolo 2

La Famiglia Bianchi è composta da Luca e Sara, più i loro bambini Marta e Massimo di 8 e 10 anni. Sara è fisioterapista, Luca rappresentante. Ecco il loro bilancio familiare.

MESE: FEBBRAIO
USCITE
Casa
Affitto500 €
Luce60 €
Gas30 €
Acqua20 €
Telefono fisso, adsl120 €
Cellulari180 €
Alimentari400 €
Rata televisore30 €
Trasporti
Carburante auto Luca70 €
Carburante auto Sara100 €
Abbonamento bus40 €
Quota Bollo60 €
Quota assicurazioni100 €
Rata auto Sara200 €
Tempo libero
Pallavolo Marta50 €
Calcio Massimo60 €
Yoga Sara50 €
Stadio Luca40 €
Abbigliamento
Giubbotto Marta140 €
Scarpe calcio Massimo60 €
Cappotto Luca70 €
Salute
Dentista Marta130 €
Fisioterapista Sara60 €
TOTALE USCITE2.570 €
ENTRATE
Stipendio Luca1.600 €
Stipendio Sara1.200 €
TOTALE ENTRATE2.800 €
Come spende i suoi soldi una famiglia?
Analizza il bilancio e rispondi alle domande.
Famiglia Bianchi

Attività
sui contenuti del Capitolo 2

Clicca sulla casella giusta

Per quali voci spende di più la famiglia Bianchi?
Quanto riesce a risparmiare a fine mese?
Quali tra queste categorie di spesa sono considerate “spese fisse”?

Capitolo 3

Indipendenza economica

Indipendenza economica

Parlare di soldi
senza paura

La conversazione prende forma quasi per caso, durante una pausa. Sofia rompe il silenzio con un misto di stupore e incredulità: «Camilla, una mia amica, ieri mi diceva che non chiederebbe mai al suo ragazzo di tenere i conti separati. Secondo lei, lui si offenderebbe a morte. Non riuscivo a crederci».

L'idea che chiedere chiarezza sulla gestione dei soldi possa essere vissuta come un'offesa è ancora diffusa, ma spesso nasconde relazioni in cui le scelte economiche non vengono davvero condivise. In alcuni casi, la fiducia data per scontata porta a situazioni di dipendenza e vulnerabilità, quando una persona perde il controllo sulle proprie risorse senza nemmeno rendersene conto, con conseguenze che possono ricadere anche sui figli.
Il rimpianto più frequente è non averne parlato prima. Perché parlare di soldi significa parlare di progetto di vita: definire come prendere decisioni, come tutelarsi a vicenda e come mantenere autonomia all’interno della condivisione. Esistono però relazioni più consapevoli, in cui il dialogo arriva in tempo e scelte come tenere conti separati diventano strumenti di equilibrio e rispetto reciproco, non segnali di sfiducia.
L’educazione finanziaria parte proprio da qui: dalla trasparenza, dall’accesso alle informazioni e dalla partecipazione alle decisioni economiche. Non è solo una competenza tecnica, ma una forma di libertà e di prevenzione. Perché una relazione solida si costruisce anche sulla capacità di affrontare il tema dei soldi con apertura, consapevolezza e responsabilità condivisa.

Le decisioni in famiglia devono essere condivise nell'interesse di tutti. Se si lascia che il potere economico in famiglia sia in mano a una persona sola, a quella persona si consegna anche il destino di tutti gli altri famigliari.

Cos'è la violenza economica

La violenza economica è una forma di abuso in cui il controllo delle risorse economiche viene utilizzato come mezzo per esercitare potere e controllo su un'altra persona.

Sebbene possa riguardare anche uomini, vittimizzati dalle loro compagne con uguali modalità e finalità, ad essere colpite sono soprattutto le donne. La violenza economica è, infatti, uno degli elementi che sottende della disuguaglianza di genere.

Spesso questa forma di violenza si nasconde dietro a gesti apparentemente ordinari, come escludere la/il partner dalle decisioni importanti in ambito finanziario o non consentirgli l'accesso alle risorse economiche, fino ad arrivare a tessere una trama sempre più fitta di azioni tendenti a minare la sua capacità di agire autonomamente e a consolidarne la dipendenza, come ad esempio impedire di avere un proprio lavoro o un conto corrente intestato.
Al contrario, un primo passo concreto verso l’autonomia può essere proprio quello di cercare un lavoro o, se già si lavora, scegliere di accreditare il proprio stipendio su un conto corrente personale, così da poter gestire direttamente le proprie entrate, prendere decisioni in modo consapevole e ridurre situazioni di controllo o dipendenza economica.
La violenza economica è una deriva subdola e pericolosa che può talvolta sfociare in violenza fisica, oltre che psicologica.
Per la vittima è molto difficile chiedere aiuto, soprattutto quando l’abuso non traspare all’esterno, e l’isolamento sociale o la mancanza di una rete di supporto possono rendere ancora più arduo trovare una via di fuga.

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Riconoscere la
violenza economica

Sofia e Edo si sono laureati, lavorano e vivono insieme da alcuni anni. Una sera, tornando dall'ufficio, Sofia si ferma al supermercato e rientra a casa con un pensiero insistente: tra gli scaffali ha riconosciuto Camilla, un'amica dell'università con cui aveva condiviso studi e momenti di vita. Le ha sorriso, ma Camilla ha finto di non vederla, un atteggiamento che le è sembrato subito strano.

Quell'inquietudine non la abbandona. Spinta dal bisogno di capire e dalla curiosità, Sofia la cerca sui social e, dopo diversi tentativi, riesce a contattarla e a proporle un caffè insieme. Al rientro da quel caffè, Sofia è profondamente scossa. Racconta a Edo che Camilla vive ancora con il fidanzato dell’università, una persona con un buon lavoro e una solida posizione economica. Alla nascita del primo figlio, lui l’aveva convinta a restare a casa temporaneamente; quel “poco tempo” si è però trasformato in un’uscita definitiva dal mondo del lavoro. Progressivamente, Camilla è stata allontanata da amicizie e dalla famiglia, riducendo la propria vita a una dipendenza totale dal marito e dai figli.
Con l’arrivo del secondo bambino, la situazione è degenerata. Camilla si è ritrovata intrappolata in una relazione fatta di pressioni emotive e colpevolizzazioni continue: ogni desiderio di autonomia veniva letto come egoismo, ogni disagio come mancanza d’amore o incapacità di essere una “buona madre”. Col tempo, ha preso piena coscienza di non avere più un lavoro, risorse economiche proprie né una rete di supporto, e di essere paralizzata dalla paura di andarsene e perdere i figli, o di non sapere come ricostruirsi una vita.
Di fronte a questa realtà, Sofia e Edo capiscono che restare in disparte non è possibile. Aiutare Camilla non è solo un gesto di amicizia, ma una responsabilità. Sapendo che una collega di Edo collabora come volontaria con un’associazione che sostiene donne in difficoltà, decidono di partire da lì: informarsi, capire quali strumenti esistano e provare a offrire a Camilla un aiuto concreto.

Le condotte vessatorie di controllo economico su un familiare o convivente possono configurare il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.).

Campanelli d'allarme

Se abbiamo il sospetto che qualcuno che conosciamo, donna o uomo che sia, sia a rischio o possa già essere caduto nella trappola della violenza economica, le domande da fare sono queste:

  • Sai quanto guadagna il tuo partner e come vanno le finanze famigliari?
  • Il tuo partner insiste che tutto sia condiviso, anche i tuoi risparmi e i tuoi guadagni, ma tu non hai accesso al conto corrente bancario famigliare e non ne hai uno tuo?
  • Il tuo partner non vuole che tu lavori o pretende che tu smetta di lavorare? Ti impedisce di migliorare la tua istruzione/di coltivare competenze e abilità?
  • Il tuo partner ti mette nella condizione di dovergli chiedere i soldi che ti servono, controlla quanto spendi e per cosa, vuole le ricevute e il resto? Hai bisogno del suo permesso per un acquisto qualsiasi?
  • Il tuo partner ti fa firmare documenti che non capisci, contraendo magari debiti a tuo nome o contro la tua volontà?
  • Il tuo partner spende il denaro a suo piacimento, anche quello che servirebbe per l'affitto o le bollette?
  • Il tuo partner prende decisioni finanziarie importanti senza consultarti?

Come uscirne

Rendiamoci disponibili ad ascoltare senza giudicare. Spesso le vittime finiscono per abituarsi agli abusi che subiscono fino a considerarli normali: raccontarli a qualcun altro può servire a prendere coscienza del sopruso, a rimettere la situazione in prospettiva e a stimolare una reazione sana di rifiuto. Il passo successivo sarà accompagnare la persona nel percorso di riappropriazione della propria autonomia, indirizzandola a una delle molte associazioni attive sul territorio o a un legale.

Chiamando il numero nazionale antiviolenza 1522
attivo 24 ore su 24 ogni giorno su tutto il territorio italiano

è possibile parlare o chattare con operatrici specializzate per avere ascolto, sostegno psicologico, informazioni e orientamento verso i centri antiviolenza e i servizi territoriali per vittime di stalking, violenza domestica o di genere (fisica, psicologica ed economica). Il servizio, anonimo e multilingue, è rivolto anche a chiunque voglia aiutare una persona in difficoltà e in caso di emergenza può attivare l'intervento delle forze dell'ordine.

Alla fine del capitolo, trovi le attività con degli esercizi pensati per aiutarti a fissare i concetti e metterti in gioco.

Attività
sui contenuti del Capitolo 3

Autonomia finanziaria: fai il punto.
  1. 1
    Ho gli strumenti per gestire il denaro in modo consapevole e responsabile?
  2. 2
    Ho un conto corrente personale a mio nome?
  3. 3
    Ho un conto corrente cointestato?
  4. 4
    Posso accedere e operare sul conto corrente anche se cointestato?
  5. 5
    Delego ad altri la gestione di entrate ed uscite?

Attività
sui contenuti del Capitolo 3

Mettersi nei panni di Camilla.

Immagina di essere Camilla: ti sei resa conto che non hai indipendenza economica, non puoi contare sul supporto di amici o famigliari e hai paura di muoverti. Rispondi a queste domande come se fossi lei:

  • Qual è la tua paura principale?
  • Che cosa ti trattiene dal chiedere aiuto ora?
  • Che cosa ti farebbe sentire più al sicuro?
  • Qual è il primo piccolo passo che potresti compiere, anche se hai paura?

Mettersi nei panni di Sofia.

La mancanza di indipendenza economica ha intrappolato Camilla. Se tu fossi la sua amica Sofia come agiresti?

  • Aiuto pratico immediato > Accompagnare Camilla a parlare con un'associazione o un centro antiviolenza.
  • Aiuto emotivo e psicologico > Offrirle ascolto, tempo, spazio per sentirsi supportata.
  • Aiuto strategico > Aiutarla a ricostruire piccoli spazi di autonomia (informazioni, contatti, risorse economiche di emergenza).

Soluzioni delle attività e degli esercizi dei 3 Capitoli

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 1

  1. 1

    L'educazione finanziaria riguarda solo le banche e gli investimenti

    FALSO

    L’educazione finanziaria non riguarda solo banche e investimenti, ma la gestione quotidiana del denaro: budget familiare, risparmio, scelte di consumo, prevenzione delle truffe e uso sicuro degli strumenti digitali. È una competenza di cittadinanza che aiuta a prendere decisioni consapevoli in ogni fase della vita.

  2. 2
    Le decisioni economiche familiari dovrebbero essere prese insieme, indipendentemente dal genere
    VERO

    Le decisioni economiche familiari dovrebbero essere prese insieme perché la gestione del denaro influisce sul benessere di tutti i membri della famiglia e richiede condivisione, trasparenza e responsabilità reciproca. Un confronto aperto riduce conflitti, favorisce scelte più equilibrate e promuove parità e autonomia per entrambi i partner.

  3. 3

    Il tempo dedicato all'accudimento familiare non ha alcun valore economico

    FALSO

    Il lavoro di cura ha un valore economico rilevante perché sostituisce attività (assistenza, servizi domestici, supporto educativo) che, se richieste all’esterno, avrebbero un costo reale. Riconoscerlo è fondamentale per comprendere il contributo concreto – spesso invisibile – che sostiene il benessere della famiglia.

  4. 4

    Delegare completamente la gestione del denaro può ridurre la propria autonomia

    VERO

    Affidare totalmente a un’altra persona la gestione delle finanze rende più difficile monitorare le proprie risorse, prendere decisioni informate e tutelarsi da possibili rischi o squilibri di potere. Mantenere un ruolo attivo favorisce indipendenza, consapevolezza e sicurezza economica.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 1

Ecco il testo completo con le parole mancanti

L'educazione finanziaria ci aiuta a gestire il denaro in modo consapevole e responsabile. Ci insegna a pianificare le spese, a risparmiare e a difenderci dalle truffe. Per molto tempo le decisioni finanziarie più importanti sono state delegate agli uomini. Questo ha contribuito a creare un pregiudizio negativo sulle capacità delle donne. In famiglia le decisioni economiche dovrebbero essere prese insieme, a prescindere dal genere. Parlare di soldi significa anche non rinunciare alla propria autonomia.

Se hai inserito correttamente tutte le parole significa che hai compreso bene i concetti chiave dell'educazione finanziaria e delle dinamiche familiari collegate.

Se invece hai avuto dei dubbi, può essere utile approfondire un po' di più questi temi: conoscere meglio come gestire il denaro è un investimento prezioso per la propria autonomia.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 2

Ecco gli abbinamenti corretti

  1. 1

    Predisporre un bilancio personale/famigliare

    è importante per raggiungere obiettivi finanziari personali e famigliari.

  2. 2

    Saper risparmiare

    è un'abilità fondamentale, sia con riferimento al denaro che ad altre risorse.

  3. 3

    È importante decidere

    i motivi per cui vuoi risparmiare.

  4. 4

    Se hai dei figli

    sarà fondamentale risparmiare per le spese riferite alla loro salute e istruzione.

Se hai abbinato correttamente le frasi, significa che hai colto come certe scelte e comportamenti possano favorire un atteggiamento più orientato al risparmio e alla pianificazione del denaro in famiglia.

Se alcuni passaggi ti hanno creato difficoltà, puoi sempre approfondire: comprendere bene questi collegamenti aiuta a prendere decisioni economiche più consapevoli e vantaggiose nella vita quotidiana.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 2

Completa il testo inserendo le parole mancanti.

  1. Mia sorella ha avuto un grave problema l'anno scorso. Aveva bisogno di prendere dei soldi in prestito per il matrimonio di sua figlia e li ha chiesti a un usuraio che le ha addebitato tassi di interesse molto alti. Non sapeva che gli usurai addebitassero interessi elevati.
  2. Ho richiesto un prestito alla banca e devo andare domani a firmare i documenti. Mia madre, che gestisce un bar, ha accettato di essere garante e quindi firmerà insieme a me.
  3. Un collega sta cercando di impedire alla banca di appropriarsi della casa dopo che lui non ha pagato le rate del mutuo ed è inadempiente.
  4. Mio marito trasporta generi alimentari. L'anno scorso, quando ha chiesto un prestito per espandere la sua attività, ha dovuto offrire il camion alla banca come garanzia.
  5. Da giovane mi sono indebitato perché ho fatto troppi acquisti a credito. Ho perso il conto delle rate e non avevo più il controllo delle mie finanze.

Se hai completato correttamente tutte le frasi, significa che hai compreso bene i principali concetti legati al credito, alle responsabilità e ai rischi finanziari.

Se invece qualche termine ti ha messo in difficoltà, informati di più: conoscere questi meccanismi aiuta a evitare errori costosi e a gestire il denaro con maggiore sicurezza e consapevolezza.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 2

Clicca sulla casella giusta

  • Per quali voci spende di più la famiglia Bianchi?

    CASA

  • Quanto riesce a risparmiare a fine mese?

    <500€

  • Quali tra queste categorie di spesa sono considerate “spese fisse”?

    BOLLETTE LUCE E GAS

Famiglia Bianchi

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 3

Autonomia finanziaria: fai il punto.

Se alla maggior parte di queste domande hai risposto sì, complimenti! Significa che hai già una buona base di consapevolezza e autonomia nella gestione del denaro. Continua su questa strada: ogni scelta informata rafforza la tua sicurezza e indipendenza economica.

Se alla maggior parte di queste domande hai risposto no, sei di fronte a un segnale importante: significa che c'è ancora spazio per rafforzare la tua autonomia finanziaria. Avere strumenti adeguati per gestire il denaro, disporre di un conto personale e poter operare liberamente sui conti a te intestati o cointestati non è solo una questione tecnica, ma un passo fondamentale per la tua sicurezza, la tua libertà e la tua capacità di prendere decisioni consapevoli.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 3

Mettersi nei panni di Camilla:
Come leggere le tue risposte e cosa possono dirti

  • Qual è la tua paura principale?
    Le risposte a questa domanda potrebbero essere molte: restare sola e non farcela, peggiorare la situazione e non avere un posto sicuro dove andare, non essere creduta o compresa.
    Consiglio: riconoscere questa paura senza giudicarti è il primo passo: la paura non significa debolezza, ma che stai cercando di proteggerti.

  • Che cosa ti trattiene dal chiedere aiuto ora?
    Potrebbero trattenerti la vergogna e il senso di colpa o il pensiero di dover “resistere” da sola e di disturbare gli altri diventando un peso.
    Consiglio: riconoscere questa paura senza giudicarti è il primo passo: la paura non significa debolezza, ma che stai cercando di proteggerti.

  • Che cosa ti farebbe sentire più al sicuro?
    Probabilmente sapere che esiste una persona o un servizio su cui posso contare, anche senza dover spiegare tutto subito. Anche una piccola informazione sul cosa posso fare potrebbe darti una sensazione di maggiore controllo.
    Consiglio: cercare un punto di riferimento stabile, come un servizio di supporto o uno sportello di ascolto, può ridurre la sensazione di essere in trappola.

  • Qual è il primo piccolo passo che potresti compiere, anche se hai paura?
    Il primo piccolo passo potrebbe essere fare una telefonata, scrivere un messaggio o semplicemente informarti su quali aiuti esistono. Non devi risolvere tutto subito, solo iniziare.
    Consiglio: annota numeri utili e parlane con qualcuno anche in modo anonimo. Ricorda che il numero 1522 è il numero di pubblica utilità antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo in Italia.

Soluzioni attività
sui contenuti del Capitolo 3

Mettersi nei panni di Sofia:
Come leggere le tue risposte e cosa possono dirti.

  • Hai indicato aiuto pratico immediato?
    Accompagnare Camilla a parlare con un'associazione o un centro antiviolenza potrebbe essere un'ottima scelta. Essere di aiuto non significa “risolvere”, ma esserci nel momento del primo contatto. A volte il gesto più importante è camminare accanto, non parlare al posto dell'altra persona.

  • Hai indicato aiuto emotivo e psicologico?
    Offrire a Camilla un po' del tuo tempo per ascoltarla e supportarla è sicuramente un'opzione da considerare. Non solo a parole, ma con fatti concreti:

    • Dille chiaramente che può chiamarti o scriverti quando si sente in difficoltà, senza dover “avere una buona ragione”
    • Proponi di vederti anche solo per una passeggiata o bere un caffè, per farle sentire che non è sola
    • Quando parla, ascoltala senza giudicare o dare soluzioni immediate.
  • Hai indicato aiuto strategico?
    Ricorda a Camilla che sei al suo fianco per aiutarla a recuperare piccoli spazi di autonomia, un passo alla volta:

    • Informati per lei sui servizi di supporto, sportelli di ascolto o associazioni che possono aiutarla anche in modo riservato
    • Aiutala a raccogliere documenti importanti o a creare un piccolo piano pratico (ad esempio: numeri utili, contatti fidati, risorse disponibili)
    • Valuta con lei soluzioni temporanee di sicurezza o micro-risorse economiche di emergenza

Grazie.